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La Poesia come rifugio per i Giovani

Quando si parla di Poesia si pensa immediatamente al romanticismo, all’amore, ai sentimenti. E in effetti attraverso i secoli, i poeti hanno descritto il cammino dell’uomo raccontandoci i suoi sentimenti più profondi e autentici. Ma scrivere poesie è più che comporre versi. Il poeta è infatti un osservatore attento della realtà, in grado di disvelare attraverso una narrazione emotiva, l’universo interiore dell’essere umano. Attingendo alla sua sensibilità e al suo spiccato senso critico, egli è capace di dare espressione a quelle sensazioni intime e profonde a cui la persona comune non riesce a dare voce.

La Poesia, un tempo riconosciuta universalmente come la principale forma dell’espressione artistica, purtroppo oggi è percepita da molti come un’attività sorpassata, che al massimo rievoca qualche nome illustre o un verso imparato diligentemente tra i banchi di scuola. In alcuni casi si crede che scrivere versi sia un esercizio virtuoso apprezzato in ristretti circoli di cultori della Parola o un solitario sfogo delle passioni. Questo è il triste risultato di una società troppo abituata alle banalità di una televisione sempre più invadente e povera di contenuti, nella quale sedicenti intellettuali spacciano per arte letteratura mediocre che inevitabilmente non regge il confronto con i veri scrittori del passato. Inoltre anziani opinionisti diffondono l’idea che non sia materia per giovani e che necessiti di maturità per essere compresa appieno. Eppure è proprio nell’impetuosità della gioventù, quando le emozioni premono per essere espresse immediatamente e con vigore che la Poesia diventa per i giovani un rifugio e lo strumento perfetto per compiere la ricerca della propria identità.

La nostra epoca ci appare ed è, per molti versi in declino, autodistruttiva, con una generazione di ragazzi all’apparenza indifferenti e senza valori. Eppure, anche in un italiano ormai impoverito da un sistema scolastico lacunoso, la Poesia è ancora un rifugio per i giovani, dal momento che continuano a scrivere piccoli e grandi versi sui loro diari, cartacei o virtuali, a condividere frasi celebri di grandi autori del passato o contemporanei, spesso attingendo dalla musica. Perchè la Poesia ha sempre avuto il pregio di essere il veicolo privilegiato della comunicazione e condivisione, un linguaggio universale in grado di dare voce anche ai più timidi.

La crisi economica degli ultimi anni ha sollevato la questione se gli studi umanistici offrono meno prospettive di lavoro rispetto a quelli a indirizzo economico o tecnico, spingendo i giovani a compiere una difficile scelta tra assecondare le proprie naturali inclinazioni o le tendenze del mercato del lavoro. Alcuni hanno sacrificato sogni e aspirazioni a causa di un crescente disprezzo verso gli studi classici, ritenuti inutili e improduttivi. Senso critico, anelito alla libertà, capacità di mostrare la vanità della demagogia e delle moderne tendenze alla semplificazione, sono solo alcuni dei saperi tutt’altro che superflui, che la Poesia è in grado di affinare e che la fredda logica dei numeri non potrà mai suscitare. Qualcuno sostiene che con la cultura non si mangia: certamente si impara a pensare da uomini liberi.