roghi nocivi

I Roghi Nocivi nelle Periferie

Da anni nelle periferie di Roma si verifica il fenomeno dei roghi, a danno sia dell’ambiente che dei cittadini. Questi episodi sono riferiti ad opera di ignoti, tuttavia nella quasi totalità dei casi sono opera dei Rom che vivono nei campi, autorizzati o no, nelle periferie della capitale. Non si tratta però di semplice vandalismo: i Rom si sono specializzati da anni nella raccolta di materiali e oggetti usati e nella vendita del rame e del ferro che ne ricavano. Il problema è che per ottenere questi metalli bruciano abusivamente in maniera assolutamente non conforme i materiali raccolti: gli effetti sono fumi densi e acri che rendono l’aria delle periferie irrespirabile e che risultano estremamente nocivi per la salute delle persone.

Ormai sono sempre di più le zone avvolte per lunghi periodi di tempo dai fumi, che costringono gli abitanti a barricarsi in casa. I roghi abusivi sono appiccati sia negli accampamenti regolari che in quelli nati spontaneamente nel corso del tempo nelle periferie. In precedenza il fenomeno era circoscritto a una piccola zona della periferia orientale di Roma, ora si è allargato anche ai quartieri di Prati Fiscali, La Barbuta a Ciampino, Ponte di Nona, Muratella e Magliana. In più sono state coinvolte anche le zone di Parco delle Valli tra Val d’Ala e Conca d’Oro, le aree golenali del Tevere e quelle intorno a Roma Fiumicino. In particolare sono interessate dal fenomeno dei roghi abusivi e nocivi soprattutto le periferie orientali della Capitale.

La pericolosità di questa pratica e i gravi danni che provoca all’ambiente e alla salute umana sono evidenziati sia dall’esposto del consigliere della Regione Lazio Santori alla Procura della Repubblica di Roma che dalla stessa indagine della Procura per combustione illecita di rifiuti. Un aspetto però poco sottolineato del problema è la produzione di diossina attraverso queste combustioni illegali. Infatti a bruciare sono sia cavi di rame e le carcasse abbandonate delle automobili che gli abiti intrisi di sostanze chimiche e gli elettrodomestici. La sostanza prodotta e di cui sono saturi i fumi è potenzialmente cancerogena: di conseguenza, il suo rilascio nelle aree urbane e spesso vicino alle case può essere considerato molto più grave di un semplice inquinamento dell’aria. Infatti le persone respirano non solo la fuliggine e i vapori dall’odore nauseante che entrano in casa ma anche tutte le sostanze tossiche contenute nell’aria; inoltre non si possono tralasciare i danni ambientali causati dai gas tossici.

Anche se la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti e la messa a punto di soluzioni adeguate al Comune di Roma, al momento sono soprattutto i vigili del fuoco e le forze dell’ordine a intervenire. Per questo motivo è fondamentale informare immediatamente le autorità preposte in presenza del fenomeno, così che possano cercare di arginarlo.