Vaccini

I Rischi della mancata Vaccinazione

Negli ultimi tempi, per via di vicende poco piacevoli inerenti le vaccinazioni, l’interesse della gente si è spostato verso l’abnegazione di questo metodo preventivo, piuttosto che sulla sua efficacia. Il vaccino contro l’influenza è stato infatti imputato come veicolo di malattie e sindromi di elevato spessore. I dubbi hanno alimentato le menti, fino a divenire incontrastata realtà, fino a generare allarmismo e preoccupazione. Un ragionamento, questo, che non trova la sua ragione d’essere nel momento in cui parliamo di sicurezza.

I continui controlli pongono continuamente l’accento sui rischi che si corrono non vaccinandosi, e non sulle reazioni che possono verificarsi dopo l’iniezione. La profilassi per le categorie più a rischio continua ad essere provvidenziale, e, nei casi in cui una semplice influenza possa trasformarsi in pandemia, salvavita. Concentrarsi sui benefici del vaccino è un modo per tornare a sperare in un futuro sempre più incolume da epidemie, anche sporadiche, campanello d’allarme di diverse altre problematiche.

Premesso che il vaccino abbia le sue controindicazioni, effetti collaterali di lieve entità, che non può essere somministrato senza il parere del proprio medico, e che per alcuni soggetti è vivamente sconsigliato, gli effetti benefici hanno la meglio. Si tratta infatti di non abbassare la guardia di fronte ai virus influenzali ed ai nuovi ceppi, sempre più allarmanti e di recente diffusione. Decidendo di non vaccinarsi, ci si priva della possibilità di essere protetti in modo trivalente; dell’opportunità di evitare complicazioni varie come la bronchite o, peggio ancora, la polmonite, riducendone l’intensità; della completa copertura che, per otto lunghi mesi, garantisce efficacemente una barriera protettiva.

Per questo motivo, è bene valutare i pro ed i contro della vaccinazione, ed esclusivamente i contro di una mancata vaccinazione. In questi termini, bisogna dare maggiore risalto alla possibilità di avere un alleato in più in quanto a sicurezza e immunità. Vaccinarsi nel giusto periodo, tra la metà di ottobre ed i primi di novembre, nè prima nè dopo, è opportuno per una pronta risposta immunitaria. Le persone che soffrono di malattie a carico del cuore e della circolazione, di disturbi del sistema respiratorio, di diabete mellito, di problemi ai reni, di anemia, di fibrosi cistica, i bambini anche al di sotto dei dodici anni, gli insegnanti ed i medici a contatto con gli altri, gli over 65, è importante che valutino di sottoporsi alla vaccinazione.

Anche in caso di gravidanza, il vaccino costituito da virus uccisi o da parte di essi, non reca alcun danno alla futura mamma ed al feto, al contrario li protegge da eventuali complicazioni dovute alle malattie infettive contagiose. Continuare a vaccinarsi equivale ad investire sulla nostra salute: è un atto di protezione individuale ed allo stesso tempo collettivo. Una scelta che fa la differenza.